Antonio Tajani, vicepremier e titolare della Farnesina, appare sempre più solo nella sua battaglia per la riforma della cittadinanza ius sanguinis.
Il decreto, ci tiene a sottolineare il ministro degli Esteri, è stato votato all’unanimità nel Cdm tenutosi venerdì 28 marzo. Vero. Eppure, esponenti dei vari gruppi politici che compongono la maggioranza si sono fatti sentire in queste ore CONTRO un decreto che nella maggior parte dei casi ritengono ingiusto e sbagliato.
Dunque, c’è maretta nello stesso centrodestra. Tajani, non avendo di fatto alcun sostegno, sprona i suoi ad intervenire. Così, si fanno sentire esponenti azzurri di ogni tipo, includendo europarlamentari – abbiamo letto nelle scorse ore l’intervento di Salvatore De Meo, euoparlamentare azzurro e capo del dipartimento Italiani nel mondo di Forza Italia – e persino sindaci.
“Con la riforma della cittadinanza approvata dal Consiglio dei Ministri, finalmente diciamo stop alle truffe di chi desidera diventare italiano solo per ottenere un passaporto europeo o altri vantaggi”. Così Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia e segretario regionale del Veneto e del Trentino-Alto Adige.
“La cittadinanza è una questione seria, non può essere trattata come un bene in vendita. La nuova normativa è stata accolta positivamente anche da molti sindaci, che ritengono fondamentale restituire valore alla cittadinanza, introducendo il criterio del legame effettivo con il nostro Paese”.
Per Camillo de Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo, “la riforma rappresenta un passo fondamentale per porre fine a truffe e pratiche illegali: troppo spesso le richieste di cittadinanza provengono da persone che non hanno legami con l’Italia e non intendono stabilire alcun tipo di rapporto con il nostro Paese, ma cercano di ottenerla esclusivamente per motivi di opportunità personale. Sono orgoglioso di supportare questo provvedimento, targato Forza Italia, che finalmente favorisce una gestione trasparente e giusta”.
Dario Scopel, sindaco di Seren del Grappa e segretario provinciale del partito a Belluno, da parte sua dichiara: “Ho accolto con favore la riforma della cittadinanza, che mette fine a situazioni di abuso e speculazione. Gli uffici comunali erano al collasso da tempo, una situazione che non era più sostenibile”.
Si fa sentire anche Alessio Zanella, sindaco di Lozzo di Cadore: “Questa riforma è una risposta concreta alle storture che affliggevano il nostro sistema di cittadinanza, in particolare per quanto riguarda gli oriundi. Ora possiamo garantire che la cittadinanza sia un privilegio per chi davvero desidera essere italiano”.